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Lavorare in un cimitero è un’esperienza paradossale: costituisce indubbiamente una sorta di punizione divina per i peccati commessi nelle vite precedenti…ma ha un aspetto… fa vivere la morte in qualità di dipendente, anziché da cliente. Ci si sente immersi in una struttura che fa del morto un oggetto da trattare – i resti umani vanno “sistemati” a norma. Infatti, ogni operazione possibile (inumazione, esumazione, tumulazione, trattamento degli indecomposti, cremazione) è rigidamente normata ed a pagamento.

Staglieno è come una fabbrica, con una media di una decina d’inumazioni, altrettante esumazioni e tumulazioni al giorno, per cui inevitabilmente si crea un rapporto completamente distaccato con quello che si sta’ facendo; la percezione è quella di avere un rapporto confidenziale con la Nera Signora e che lei, poiché sei un suo dipendente, per te, avrà un occhio di riguardo.

Molti dei miei colleghi anziani erano dei forti bevitori, molti sono morti soli, di cirrosi epatica, o suicidi; forse, di fatto, la Nera Signora non fa differenza se sei un becchino.

USCITA DI SICUREZZA